Donne in sicurezza Femminismoedintorni

Progetto Donna in Sicurezza: un modello di cambiamento

Sabato 22 marzo si è conclusa la settima edizione del Progetto Donna in Sicurezza, promossa e organizzata da W.S.D.A Combat System Firenze, in collaborazione con il Quartiere 2 (Campo di Marte) e svoltasi presso la palestra Firenze Marathon Wellness.

“Donna in Sicurezza” è un corso gratuito anti aggressione, rivolto a tutte le donne, nel quale, oltre agli aspetti tecnici e pratici di difesa personale, vengono trattati argomenti che vanno dal sostegno alla motivazione psicologica, dall’assistenza legale a quella medica, fino al supporto in ambito di gestione finanziaria.

Quando ho iniziato ad interessarmi e, conseguentemente, ad impegnarmi nella lotta alle discriminazioni e alla violenza di genere, avevo immaginato un progetto, diluito nell’arco di più mesi, che coinvolgesse professionisti ed addetti ai lavori e che toccasse le tematiche fondamentali di questa battaglia.

Ed ecco che arriva “Donna in sicurezza”, un condensato, ben studiato e sapientemente strutturato, di tutto ciò a cui avevo pensato, con l’aggiunta FONDAMENTALE dell’insegnamento di tecniche di autodifesa.

Autodifesa femminile

Il subconscio femminile e la pratica degli sport da combattimento

Quando parliamo di autodifesa, in particolare di autodifesa femminile, non possiamo e non dobbiamo limitarci ad intenderla come un insieme di tecniche utili a neutralizzare un aggressore e a tirarci fuori dai guai (che già sarebbe tanto).
La difesa personale, e più in generale la pratica di arti marziali o sport da combattimento, è uno strumento di trasformazione interiore, un mezzo attraverso il quale una donna può riscoprire il proprio valore, la propria forza e la propria autonomia.

Cosa accade nel subconscio?

Il subconscio è una parte della nostra mente che assorbe e immagazzina esperienze, credenze e condizionamenti, spesso senza che ce ne rendiamo conto.
Nel tempo la società, per noi donne, ha impresso limiti, condizionamenti e paure che, più o meno inconsciamente, sono diventati veri e propri blocchi interiori. Ci è stato detto che dobbiamo essere docili, di non reagire, di evitare il conflitto e di non alzare la voce.

La pratica degli sport da combattimento aiuta ad abbattere queste barriere. Quando una donna si allena impara a colpire, a difendersi, a cadere e rialzarsi. Il suo cervello inizia a riscrivere le regole ed il subconscio registra nuove informazioni: “io sono capace” – “io posso reagire” – “io ho il diritto di difendermi”.

Cosa accade nella vita reale?

Molte donne che intraprendono questi percorsi raccontano che la loro vita è cambiata in meglio: si sentono più sicure – non solo in strada – e riescono a gestire le situazioni quotidiane con più intraprendenza e decisione.
Corpo e mente sono strettamente collegati e quando il corpo impara a difendersi, la mente assorbe questo cambiamento e lo trasforma in sicurezza personale.

Progetto Donne in Sicurezza Firenze

Gli aspetti più interessanti del corso

Ho trovato il Progetto Donna in Sicurezza un format vincente e convincente in quanto fornisce un supporto completo per affrontare ed approfondire la tematica della violenza di genere che, come ben sappiamo, non è solo aggressione fisica ma anche manipolazione psicologica, dipendenza economica, isolamento sociale.

Un altro aspetto fondamentale emerso durante gli incontri è l’importanza della rete di supporto ed il legame di solidarietà e “sorellanza” che si è creato tra le partecipanti: un’alleanza che diventa un’arma potentissima contro paura e solitudine.

Ma ciò che più mi ha colpita nello svolgersi del corso, ed in particolare nella lezione in cui si è affrontato il tema dello stupro, è stata la sensibilità, l’empatia e la delicatezza dimostrate dai professionisti e dai docenti, capaci di comunicare, non solo verbalmente, ma con il cuore, che siamo comprese e sostenute.

Il messaggio è chiaro: NON SIAMO SOLE.

Esiste una rete di persone pronte a supportare chiunque voglia uscire dalla paura e riappropriarsi della propria libertà.
La lotta contro la violenza di genere è ancora lunga, ahimè, ma anche grazie ad iniziative come questa, possiamo pensare di costruire un futuro in cui le donne non siano più vittime, ma protagoniste della propria esistenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link